martedì 26 febbraio 2013

Il tema del viaggio nelle poesie di Nicola Vinci


Cerco la meta, una ignota meta, / e come i pellegrini della storia, / da folle inseguo la stessa antica ruota”. E’ ancora: Parto- dice Nicola – per cercare l’ignota parte di me, il mio destino, senza sapere se tutto questo ha senso”.
Vorrei risolvere solo questo enigma,/ capire perché un passo dopo l’altro,……….Forse il mistero del senso della vita, / sta nell’ affanno del peregrinare..
Nella raccolta di  poesie di Nicola  il tema del viaggio si traduce nella  ricerca di un’identità e nel tentativo di scoprire il senso della vita. Si tratta di un cammino non solo nello spazio ma anche  nel tempo e nella memoria, fuori e dentro se stesso.
I due piani s’intersecano e si confondono e danno l’idea della complessità del cammino “interminabile,  sempre vario”  che “sfida le paure” per cercare “altra aria, altra luce”,un cammino verso l’oltre”, un viaggio, cioè,  che non è fuga da se stessi ma riflessione e  ricerca d’incontro con gli altri e col Dio del silenzio.
Il pellegrino scruta la strada con  “pensieri e sentimenti incerti”; “ il cuore gli trema” ma quando un incontro inatteso si fa realtà, allora contento esclama, rivolgendosi a due sposi incontrati lungo la strada: “Mi avete accolto, pellegrino come voi, / nelle sicurezze delle vostra intimità, / rasserenando tutte le mie paure.”
Il pellegrino va avanti “Vado avanti, vado incontro al vero Dio” ma a volte egli non sa “se ripartire o riposare”: dopo la “tremenda salita” la possibilità di una sosta crea nel cuore smarrimento: “supero un eremo dove vorrei sostare per chiudere i miei giorni” e poi  “così riprendo la monotonia del passo per smarrirmi nei meandri più oscuri della mente.”
Ma il viaggio di Nicola  è soprattutto un viaggio nella memoria e nell’esperienza di dolore per la perdita della sua compagna di vita; nella poesia che conclude la raccolta egli dialoga teneramente con la sua compagna così:
Stavolta ti regalo una conchiglia, / aggiungila a quelle della tua raccolta: / arriva da Finesterre.
………….Ascolta, amore mio…, / un fossile ora incide nei liberi byte / della sua memoria anche la nostra storia / che giammai sarà sommersa dall’oblio.
Molto interessante, dunque, si presenta la lettura di questa raccolta che è anche il punto di arrivo di un percorso poetico significativo, così come interessante è la traduzione in video di molte poesie curate e recitate magistralmente da Franco Mellea sul sito  (www. comunesentire.it) ove poesia, arte visiva e musica si fondono consentendo un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.

                                                                                Francesco Gallo

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