“Cerco la meta, una ignota meta, / e come i pellegrini
della storia, / da folle inseguo la stessa antica ruota”. E’ ancora:
Parto- dice Nicola – per cercare l’ignota parte di me, il mio destino,
senza sapere se tutto questo ha senso”.
Vorrei risolvere solo questo enigma,/ capire perché un
passo dopo l’altro,……….Forse il mistero del senso della vita, / sta nell’
affanno del peregrinare..
Nella raccolta di
poesie di Nicola il tema del
viaggio si traduce nella ricerca di
un’identità e nel tentativo di scoprire il senso della vita. Si tratta di un
cammino non solo nello spazio ma anche
nel tempo e nella memoria, fuori e dentro se stesso.
I due piani s’intersecano e si confondono e danno l’idea
della complessità del cammino “interminabile, sempre vario” che “sfida
le paure” per cercare “altra aria, altra luce”, “un cammino verso
l’oltre”, un viaggio, cioè, che non
è fuga da se stessi ma riflessione e ricerca d’incontro con gli altri e col Dio del silenzio.
Il pellegrino scruta la strada con “pensieri e sentimenti incerti”; “ il cuore gli trema”
ma quando un incontro inatteso si fa realtà, allora contento esclama,
rivolgendosi a due sposi incontrati lungo la strada: “Mi avete accolto,
pellegrino come voi, / nelle sicurezze delle vostra intimità, / rasserenando
tutte le mie paure.”
Il pellegrino va avanti “Vado avanti, vado incontro al
vero Dio” ma a volte egli non sa “se ripartire o riposare”: dopo la
“tremenda salita” la possibilità di una sosta crea nel cuore smarrimento: “supero
un eremo dove vorrei sostare per chiudere i miei giorni” e poi “così riprendo la monotonia del passo per
smarrirmi nei meandri più oscuri della mente.”
Ma il viaggio di Nicola
è soprattutto un viaggio nella memoria e nell’esperienza di dolore per
la perdita della sua compagna di vita; nella poesia che conclude la
raccolta egli dialoga teneramente con la sua compagna così:
“Stavolta ti regalo una conchiglia, / aggiungila a quelle
della tua raccolta: / arriva da Finesterre.
………….Ascolta, amore mio…, / un fossile ora incide nei
liberi byte / della sua memoria anche la nostra storia / che giammai sarà
sommersa dall’oblio.
Molto interessante, dunque, si presenta la lettura di questa
raccolta che è anche il punto di arrivo di un percorso poetico significativo,
così come interessante è la traduzione in video di molte poesie curate e
recitate magistralmente da Franco Mellea sul sito (www. comunesentire.it) ove poesia, arte visiva e musica si
fondono consentendo un forte coinvolgimento emotivo del pubblico.
Francesco Gallo
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