domenica 23 febbraio 2014

Che tristezza questa mondezza

La nostra amministrazione continua a farci dei regali decisamente non graditi. L’abbiamo fatto presente svariate volte e nei modi più diversi: con volantini, articoli sui giornali, manifestazioni, convegni, con disponibilità e partecipazione convinta ai tavoli tecnici (rivelatisi poi dei bluff), con incontri istituzionali ai vari livelli, l’abbiamo anche denunciata presso la Corte dei Conti, ma niente, essa imperterrita insiste. Come dobbiamo farglielo presente, quale lingua dobbiamo usare perché recepisca senza ombra di dubbio e senza bisogno di traduttore che non ne possiamo più di continuare a vedere la città colma di rifiuti fino all’inimmaginabile? Perché dobbiamo essere costretti ad assistere a questo spettacolo degradante? Possibile che né il sindaco, né gli assessori, né i consiglieri abbiano un fastidio simile al nostro? Possibile che non avvertono il quotidiano ed enorme disagio a cui stanno costringendo i cittadini con il loro maldestro ed inefficace modo di operare?
E’ talmente strano ed inspiegabile, quasi inverosimile, il modo di comportamento dell’amministrazione , che forse bisogna guardare l’altra faccia della medaglia e farsi spontaneamente una domanda: è tutto studiato a tavolino, è un metodo scientifico per attirare l’attenzione dei più (….. l’importante che se ne parli!), tanto che sembra di sentire i bisbigli dei nostri rappresentanti che da anni, forse, si ripetono tra loro un monotono refrain: oh che Bellezza questa Monnezza! Si perché probabilmente per il sindaco e la maggioranza la spazzatura è segno di benessere e va decisamente mostrata con ostentazione ed ostinazione. E chi sta bene consuma, chi consuma riempie i cassonetti perché produce immondizia. Quale miglior biglietto da visita per chi ha la fortuna di avvicinarsi alla città, se non quello di mettere in mostra la smisurata quantità di spazzatura che invade marciapiedi e strade? Quanta abbondanza in grande evidenza, e quanti colori da perfetto quadro naif a firma indelebile dell’amministrazione comunale che ci governa, con i cani e i gatti che ci girano intorno avendo di che scegliere e di che sfamarsi, in attesa anche dei topi per poter gioire del tanto desiderato “mondo ideale”: cani, gatti e topi intorno ad un unico piatto! Che Bellezza questa monnezza!
Se non la vuoi vedere peggio per te, se chiudi gli occhi o ti giri dall’altra parte perché è uno spettacolo che non ti piace, povero stolto, essa ti insegue ugualmente con i suoi odori penetranti. E non hai scampo, la spazzatura è distribuita in tutte le vie, in tutti i quartieri. Ad onor del vero qualche luogo è più fortunato, dipende dall’importanza o da ciò che si vuol far vedere. Davanti o vicino alle scuole, per esempio, è bene che ce ne sia accumulata una certa quantità, altrimenti come si potrebbe dare il buon esempio agli alunni che ci passano accanto, o ai genitori che li accompagnano, o ai maestri e professori che non facendosi sfuggire l’occasione possono approfittarne per farne una lezione dedicata, meglio, molto meglio se è di quella sana e abbandonata educazione civica. E lungo via Jan Palach, davanti alla biblioteca comunale, come avrebbero fatto gli avventori o i partecipanti ai vari incontri in essa tenuti a vedersi privati di un simile edificante spettacolo? Vicino all’ospedale no, non poteva mancare. Pazienti ed accompagnatori, infermieri e dottori, donne incinte e gente infortunata, si sentiranno tutti più sollevati davanti ad un tale spettacolo, altro che strade pulite o giardini e prati fioriti! Poteva mancare tutto ciò anche vicino alle chiese? Non sia mai detto. Ai fedeli una tale visione serve da stimolo, li avvicina al Paradiso e li aiuta al raccoglimento, a pregare con più intenzione e con gli occhi rivolti al cielo rivolgersi al Padreterno per invocare l’aiuto della Provvidenza che, ammettiamolo, è la sola di cui potersi affidare e fidarsi. Anche davanti al nuovo tribunale non mancano i cumuli di spazzatura. E’ una questione di equità. Quale miglior difesa per chi deve subire un ipotetico processo, durante il quale, il malcapitato potrebbe come minimo chiedere parità di trattamento giudiziario (visto che “la legge è uguale per tutti”): perché io sono qui per essere giudicato, potrebbe domandare, e chi ci lascia in tali condizioni no? Non è anche questo assimilabile ad un reato? Che goduria poi lungo la parte alta della città! Insieme all’originalissimo utilizzo dei nuovi pannelli tipo cortem, vanto silenzioso della nostra città e la cui invadente ruggine ha colorato anche la pavimentazione sottostante, per la gioia dei visitatori l’offerta dello spettacolo della natura si è ampliata con un’attrazione in più: un’opera d’arte eseguita a più mani, tipicamente moderna, prettamente locale e dimenticata, costituita anch’essa da grossi sacchi neri e grigi, buste multicolori dalle dimensioni più varie ed annodate alla meno peggio, cartoni disfatti, residui di materassi e altro materiale rappresentativo del territorio.

Grazie nostrana amministrazione per il continuo interesse e l’amore dimostrato in questi anni nei riguardi della città e dei suoi cittadini: che Tristezza questa Monnezza!
Bruno Ceravolo
Per il Forum delle associazioni vibonesi

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